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luned́ 25 settembre 2017


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. Il Fondo Sociale Europeo

Previsto dal Trattato di Roma ed operativo dal 1962, il Fondo sociale europeo è uno dei quattro Fondi Strutturali dell’Unione europea finalizzati a promuovere uno sviluppo armonioso dell’insieme della Comunità ed una progressiva riduzione delle disparità esistenti trai cittadini e le Regioni dell’Unione europea.

La storia del FSE si è modificata nel corso delle sue riforme datate 1971, 1977, 1983 e 1988 sempre più nella direzione di strumento a favore di una politica economica di sviluppo.

La Regione Emilia-Romagna già dal 1978 pone le basi per una cultura progettuale e di programmazione nell’ambito della formazione professionale fondata sulla concertazione tra i diversi livelli istituzionali e gli attori sociali e sull’integrazione delle politiche regionali e territoriali con le esigenze del mondo economico.
Con la riforma del 1989 la Regione passa da soggetto che autorizza l’accesso alla Comunità  delle domande di contributo a soggetto che assume direttamente la responsabilità dei programmi esecutivi, rivestendo un ruolo più attivo nella formulazione delle politiche di sviluppo regionale, nella progettazione e nella valutazione dell’efficacia delle misure adottate.

Con la programmazione 1994/1999 il contributo del FSE in Emilia-Romagna – relativo a quattro obiettivi, di cui due territoriali e due orizzontali - ammonta a circa 615 Ml di euro. Durante questo periodo gli interventi del FSE producono diversi impatti che hanno riguardato sia la platea dei destinatari degli assi e delle misure, che il sistema dell’offerta regionale, quest’ultimo tanto sul versante del rafforzamento delle funzioni di governo (accreditamento degli enti formativi, certificazione delle competenze e dei crediti formativi, formazione per operatori e docenti, riorganizzazione del sistema di erogazione dei servizi formativi, realizzazione di un sistema di formazione continua), quanto sul versante  dell’integrazione tra istruzione, formazione professionale e lavoro (alternanza tra percorsi, attuazione di strumenti che innovano i modelli e le metodologie formative quali i tirocini formativi e orientativi, i percorsi di inserimento lavorativo personalizzato, l’apprendistato e lo stage). Le valutazioni relative a questa fase di programmazione hanno messo in evidenza come l’elevato numero di interventi messi in campo in questi ambiti abbia introdotto nel sistema regionale caratteristiche di innovatività che hanno portato ad anticipare e sperimentare le finalità della programmazione comunitaria 2000-2006.
Nel periodo 2000/2006cambia la logica di programmazione in senso unitario: la Regione rientra nell’ambito di un unico obiettivo – l’obiettivo 3 -  all’interno del quale sono declinati assi di interventi diversificati per dispositivi e target di utenza. Il principale riferimento della programmazione è assunto dalla Strategia di Lisbona che dal 2000, e nella successiva riforma del 2004, indirizza le politiche regionali al fine di raggiungere i target fissati a livello comunitario e di contribuire all’obiettivo di fare dell’Europa “l’economia basata sulla conoscenza più competitiva del mondo”.

Nella programmazione 2000/2006 l’Emilia-Romagna, anche grazie all’efficienza nell’utilizzo dei fondi dimostrata nelle precedenti programmazioni, ha ricevuto un finanziamento pari a oltre 1,3 Mld di Euro, registrando - a fronte di una crescita di poco più del doppio sia delle risorse che del numero di attività rispetto al 94/99, un aumento considerevole dei destinatari coinvolti (a fronte di un aumento del 111% di risorse i destinatari sono aumentati del 264%), con una maggior presenza di componente femminile anche grazie all’asse dedicato alle donne e all’approccio di mainstreaming di genere che ha caratterizzato la  programmazione 2000-2006.